Con la pronuncia in esame, la Corte costituzionale esamina le diverse questioni di legittimità sollevate dalle regioni ricorrenti in relazione all'art. 9, co. 4, del d.l. n. 78/2010 nella parte in cui prevede, con disposizione applicabile anche ai contratti ed agli accordi stipulati prima della data della sua entrata in vigore – che i rinnovi contrattuali del personale dipendente dalle pubbliche amministrazioni per il biennio 2008-2009 ed i miglioramenti economici del rimanente personale in regime di diritto pubblico per il medesimo biennio non possono determinare aumenti retributivi superiori al 3,2 per cento.
Tra l'altro, erano state proposte dalle regioni questioni di legittimità in riferimento agli art. 36 e 39 Cost.
La questione sollevata con riferimento all'art. 36 Cost.. ed al principio della retribuzione proporzionata e sufficiente ivi enunciata viene, però, giudicata inammissibile, in quanto l'evocato parametro di legittimità costituzionale non avrebbe, secondo i giudici costituzionali, pertinenza rispetto alla lesione delle prerogative regionali, ciò che può solo legittimare l'impugnativa regionale di leggi statali.
E' giudicata, invece, infondata la questione promossa in riferimento all’art. 39 Cost.
Ritiene, anzitutto, la Corte costituzionale che il legislatore, intervenendo in forme dirette a contenere le dinamiche salariali nel pubblico impiego, il legislatore statale abbia esercitato il proprio titolo di competenza esclusiva relativo all'ordinamento civile.
Così inquadrata la norma censurata nel quadro del riparto costituzionale delle competenze legislative, i giudici costituzionali negano che un intervento di tal ftta possa ridondare in una lesione delle prerogative costituzionalmente riconosciute alla contrattazione collettiva, atteso che l'art. 39 Cost. non esclude che l'autonomia negoziale collettiva "si debba svolgere entro limiti generali di compatibilità con le finanze pubbliche legittimamente fissati dal legislatore; come, di fatto, avviene sempre, poiché è la legge che ogni volta individua le risorse destinate a finanziare i rinnovi contrattuali nell’impiego pubblico".